Mss. 66

Andrea da Barberino, Storia di Ajolfo

Datazione: sec. XIX med. (ante 1863).
Origine: Firenze
Lingua: fiorentino

Numerazione, fascicolazione e disposizione del testo: ff. II, 656, II’; bianchi i ff. 1v, 426rv, 549v, 610rv, 624v. Cartulazione recente a lapis al centro del margine inferiore, di dieci in dieci e all’ultimo foglio di ogni fascicolo.
Fasc. 1-42(10) (ff. 1-420), 43(6) (ff. 421-426), 44-54(10) (ff. 427-536), 55(12) (ff. 527-548), 56(4) (ff. 549-552), 57-59(10) (ff. 553-582), 60(6) (ff. 583-588), 61-62(4) (ff. 589-596), 63(10) (ff. 597-606), 64(4) (ff. 607-610), 65(10) (ff. 611-620), 66(4) (ff. 621-624), 67(10) (ff. 625-634), 68(2) (ff. 635-636), 69(10) (ff. 637-646), 70(8) (ff. 647-654), 71(2) (ff. 655-656). I ff. 1 e 10, originariamente solidali, sono attualmente staccati, e applicati rispettivamente a f. II e f. 11. I fascc. 1-55 sono numerati da mano coeva al testo nell’angolo superiore sinistro del primo foglio.
Mm. 289 × 204, due colonne ottenute tramite piegatura verticale del foglio, con testo nella colonna destra e varianti nella colonna sinistra (f. 3: ff. 1-548). Mm. 218 × 155, testo a tutta pagina (f. 550: ff. 549-552). Mm. 213 × 133, testo a tutta pagina (f. 553: ff. 553-588). Mm. 301 × 210, in quattro colonne di mm. 24 | 62 | 62 | 62 (f. 590: ff. 589-596). Mm. 321 × 219, in quattro colonne di mm. 39 | 60 | 60 | 60 (f. 600: ff. 597-610). Mm. 301 × 204, in quattro colonne di mm. 31 | 57 | 57 | 59 (f. 611: ff. 611-624). Mm. 290 × 201, in quattro colonne di mm. 39 | 56 | 54 | 52 (f. 625: ff 625-656).
Decorazione:
Scrittura e mani: Seppure con realizzazioni diverse – vistoso, ai ff. 2r-548v, il diverso tipo di ductus, inclinato del testo e diritto delle varianti –, per l’identica figura litterarum anche delle lettere d’esecuzione più peculiare si può ritenere che il codice sia esemplato da una sola mano, di copista professionista.
A ff. 2r-548v apparato di varianti nella colonna sinistra.
Legatura: Legatura in quarto di pelle, con piatti in legno scoperti, tronco il piatto posteriore, privo dell’intera metà esterna; dorso in quattro compartimenti, nel secondo dei quali è il titolo in oro «Storia di Aiolfo. MS».

Scheda redatta da: Tommaso Salvatore

Storia: È la copia di lavoro allestita da Leone del Prete per l’edizione del 1863-64, come dichiara una nota a f. Ir: «Copia fatta sull’esemplare del codice Laurenziano e che à servito per la pubblicazione dell’edizione Romagnoli». Come specifica la rubrica, e come spiega Del Prete stesso nell’edizione, il testo del manoscritto, ai ff. 2r-548v, è stato esemplato sul Laurenziano Plut. LXII 27, con le varianti del ms. Naz. II.II.54. Seguono rubriche e varianti tratte da altri manoscritti.
Possessori: Leone Del Prete (1821-1886, nota di possesso «Leone Avvocato del Prete 18[.]7» a f. IIr); acquistato dall’Accademia della Crusca presso la libreria antiquaria Franchi di Firenze nel luglio 1877 insieme ai mss. 64-65.
Segnatura precedente: Libri rari 1/16.
Bibliografia: Andrea di Jacopo di Barberino di Valdelsa, Storia di Ajolfo del Barbicone e di altri valorosi cavalieri, testo di lingua inedito publicato a cura di Leone Del Prete, Bologna, G. Romagnoli, 1863-1864, I p. XXVII.

La campagna fotografica è in corso: la riproduzione del manoscritto sarà disponibile non appena eseguita e comunque entro il 2020