Mss. 3

Raccolta di prose degli Accademici della Crusca

Datazione: 1729
Origine: Roma
Lingua: italiano

Numerazione, fascicolazione e disposizione del testo: ff. II, 12, pp. 688 [num. 682], I’; bianchi i ff. 1v, 2v, 4v, 9v-12v, pp. 11-12, 23-24, 34, 92, 368, 460, 520, 554, 575-576, 588, 602, 636, 654, 674, [683]-[688]. Cartulazione recente a lapis nell’angolo superiore destro per i ff. 1-12; paginazione a inchiostro della stessa mano del testo nell’angolo superiore esterno fino a p. 682, non numerate le pp. [683]-[688], bianche.
Fasc. 1(12), 2-4(6), 5(8), 6-20(12), 21(10), 22-31(10), 32(8); richiami orizzontali nel margine inferiore destro di ogni pagina.)
Mm. 283 × 204 (p. 35).
Scrittura e mani: Due mani: mano A, copista principale che estende l’intero codice; mano B, di Andrea Alamanni, responsabile della notizia di f. 1r (vd. Storia) e dei titoli in principio ai singoli testi.
Legatura: Legatura recente (sec. XX) in mezza tela su quadranti di cartone; tassello con titolo sul dorso.

Storia: A f. IIv è applicata un’etichetta con segnatura e descrizione: «180. Raccolta di Prose degli Accademici della Crusca dette da loro nell’Accademia medesima [in mg., trasversalmente, “per la massima parte edite”»]. Copia in sul principiare del secolo XVIII, fatta fare dall’Informe Cardinale Alamanno Salviati. Manoscritto in folio». Titolo a lapis a f. IIr, «Prose degli Accademici della Crusca raccolte da Alamanno Salviati», di mano di Severina Parodi, che ha anche apposto nel corso del codice parche annotazioni relative ai nomi degli Accademici, alle datazioni, alle edizioni a stampa dei testi pubblicati.
La raccolta di prose degli Accademici che questo testimone tramanda fu allestita da Alamanno Salviati Accademico ‘Informe’ (1669-1733) nel 1705, come risulta dall’epistola prefatoria a ff. 3r-4r. Il presente esemplare, tuttavia, non è il libro originale donato in tale data da Salviati all’Accademia. Una lunga notizia sulla raccolta, firmata da Andrea Alamanni a f. 1r, vergata in due tempi successivi, informa che l’Originale fu smarrito e questo costituisce un secondo esemplare realizzato a Roma nel 1729. In data 22 Agosto 174[...], l’Alamanni aggiunse che la copia originale perduta fu ritrovata fra i libri di Sigismondo della Stufa e restituita all’Accademia, mentre la presente, in contraccambio, fu consegnata al figlio di lui Ugo della Stufa. È perciò probabile che vada identificato con l’Originale, e non con la presente copia, l’esemplare descritto dal Catalogo del Ripurgato nel 1747 come «8) Prose recitate nella Accademia della Crusca raccolte e donate dallo Informe Segretario». Solo in un imprecisato momento successivo, dunque, anche questa copia dovette rientrare nella Biblioteca dell’Accademia, dove oggi, al contrario, non è rinvenibile l’Originale. In effetti si ha notizia di una trattativa per l’acquisto di un testimone di questa raccolta, nel 1877, presso la libreria antiquaria Franchi e Menozzi, ma i documenti parrebbero suggerire che la Crusca alla fine rifiuti l’offerta. La provenienza e l’acquisizione del presente esemplare, pertanto, vanno in ultima analisi ritenute ignote.
Possessori: Ugo della Stufa (sec. XVIII med.); già in Accademia della Crusca nel 1886, per provenienza ignota.
Segnatura precedente: 180 (in testa a f. IIv).